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Alberto Turra, online il video di “Cellule”

Dopo la partecipazione allo Chant festival di New York, ALBERTO N.A. TURRA si appresta a pubblicare il live album  “IT IS PREFERABLE NOT TO TRAVEL WITH A DEAD MAN”,  in uscita il 1 dicembre. Intanto è online il video di “Cellule” diretto da G.B. Bacilieri. 

E’ online il video dl Alberto N.A. Turra “Cellule”, esecuzione live dalla colonna sonora del film “Segantini: ritorno alla natura” diretto da Francesco Fei con Filippo Timi nei panni del protagonista. Il brano è stato eseguito nel corso del tour di “Filmworks”, l’album contenente la produzione di Turra al servizio di cinema/teatro/danza, pubblicato a gennaio 2017 per l’etichetta Felmay.

Ed è proprio nel corso di questo tour che il chitarrista / compositore milanese ha registrato dal vivo il suo quinto album. S’intitola “It Is Preferable Not to Travel with a Dead Man” ed esce l’1 dicembre per Felmay in collaborazione con la neonata label newyorkese Chant Records.
Si tratta di un concerto solo guitar tenuto nell’atelier dello scultore genovese Ruben Esposito, uno spazio situato in un palazzo del ‘400 nel cuore di Genova.

Il disco è stato presentato il 29 ottobre al Nublu Classic di New York durante il festival di inaugurazione dell’etichetta Chant Records dal 26 al 29 ottobre c/o 62 Avenue C, Manhattan, NYC.

«Decidere di pubblicare un disco live è sempre un travaglio che si conclude positivamente soltanto se l’intensità di quello che si pensa di aver suonato resiste al tempo e allo spazio. Cioè se l’intensità resiste agli ascolti successivi, nonostante gli errori (o quello che pensiamo siano tali) e gli scherzi della memoria. Se il disco in questione è addirittura “in solo” la faccenda si complica se possibile di più.

Questo è un disco spurio sia in termini di genere che in termini di intestazione. E’ il risultato di un tour di una trentina di concerti solo guitar, appunto, atto a promuovere il precedente disco “Filmworks”, tour che mi ha portato a suonare in luoghi, spesso (non sempre) molto lontani dai circuiti consueti: ovili in Sardegna, chiese sconsacrate, boschi, in cima alle dolomiti, aie della bassa padovana, ateliers, giardini, laboratori, stalle, appartamenti.

Occasionalmente mi capitava di ospitare sul palco qualche musicista locale, a volte amico, a volte estraneo, e di condividere un frammento di concerto. Questa è la volta in cui l’amico ed eccezionale contrabbassista Riccardo Barbera mi ha raggiunto per un paio di brani a rendere spuria, come dicevo, l’intestazione del disco.

Perché, come consiglia il titolo (preso dai titoli di testa di Dead Man di Jarmusch, citazione dello scrittore surrealista Henri Michaux), se devi viaggiare assicurati che i compagni con cui ti incammini siano vivi. Questo disco quindi non può che essere considerato una testimonianza a campione di un tour entusiasmante proprio perché esso stesso impuro, inconsueto, vitale.»

Con queste parole Turra descrive il suo quinto lavoro, registrato nel corso di un tour che fu conseguenza dell’impossibilità di portare dal vivo tutti i musicisti e le formazioni che avevano registrato su “Filmworks”.

A fronte della decisione di Alberto di girare in solitudine, la neonata etichetta newyorkese Chant Records, diretta dal chitarrista Jon Madof e contrabbassista-oud player Shanir Ezra Blumenkranz (già compagno di band di Turra in Spiritsongs) in collaborazione con la stessa Felmay dopo qualche tempo hanno deciso che sarebbe stato opportuno lasciare un reperto dell’eccezionalità di questa esperienza.

Si ascolteranno perciò brani originali estratti dal repertorio del compositore e due standard (o cover, se il lettore/ascoltatore è di provenienza non jazzistica) con rimandi a Marc Ribot, al Neil Young di Dead Man (film che, proiettato ovunque, ha accompagnato tutto il tour), strappi free-bop, free-rock, divagazioni “friselliane” stratificate a sostegno di un lirismo che con agio si muove tra Jim Hall, Pete Cosey, Vernon Reid e Jef Lee Johnson. Il supporto dell’enorme talento del contrabbassista genovese Riccardo Barbera in due brani fa lievitare vertiginosamente la forza comunicativa.

L’intero progetto grafico del cd è stato concepito intorno al lavoro dell’artista-fotografa italiana Serena Rose Zerri la quale ha seguito gran parte delle date del tour e ritratto l’artista congelandone movimenti ed espressioni in scatti a lunga esposizione.




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