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Carceri, SAPPE sui disordini nel carcere di Pisa. “sistema penitenziario si sta sgretolando di giorno in giorno”

Dura presa di posizione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE dopo i disordini che si sono verificati nel carcere di Pisa a seguito del suicidio di un detenuto.
Commenta Donato Capece, segretario generale SAPPE: “Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Da anni denunciamo l’invivibilità nel carcere di Pisa, per detenuti e Agenti di Polizia Penitenziaria ma nessuno ha mai fatto nulla. Non ha incrementato il deficitario organico della Polizia Penitenziaria, non ha predisposto adeguati ed urgenti interventi strutturali del carcere e delle celle. Ci rendiamo conto che il SAPPE denuncia da tempo che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza di personale – abbiamo 8.000 Agenti in meno rispetto al previsto, e sono state autorizzate recentemente solamente 305 nuove assunzioni… -, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento? I vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e queste sono le conseguenze. E coloro hanno la responsabilità di guidare il Ministero della Giustizia e l’Amministrazione Penitenziaria si dovrebbero dimettere dopo tutti questi fallimenti.
“E’ solamente grazie agli eroici poliziotti penitenziari di Pisa, a cui va il nostro ringraziamento, che la situazione è rimasta sotto controllo, nonostante fossero in numero assai esiguo”, conclude Capece, “Non servono le visite in carcere quando accadono eventi conseguenza della mancata assunzione di provvedimenti, sollecitati da tempo dal SAPPE ma mai assunti. Le responsabilità dello sfascio delle carceri italiani sono ben precise. Cercate i colletti bianchi, quelli che lasciano il cerino in mano ai poliziotti penitenziari in servizio nelle polveriere delle carceri del Paese”.




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