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“Danze orientali dall’interno del carcere”: Cinque anni nell’ Harem di Pozzuoli

Cosa vuol dire, per una donna, essere “libera”? E cosa accade alle “diversamente libere” che si trovano, all’improvviso, rinchiuse in una casa circondariale? A queste, e altre domande, tenta di dare una risposta il volume “Danze Orientali dall’interno del carcere. Cinque anni nell’Harem di Pozzuoli”. Curato da Annalisa Virgili e Ornella d’Anna, con prefazione dello scrittore Maurizio de Giovanni e postfazione di Piero Avallone, magistrato del Tribunale per i Minorenni di Napoli, il docu-libro sarà presentato nel corso di un evento esclusivo che si terrà presso l’Atelier Antonelli a Palazzo Leonetti (Via dei Mille 40, Napoli) il 20 settembre dalle ore 18.00. Durante la serata, oltre al volume, saranno messi in vendita dei preziosi foulard dipinti a mano, creati appositamente per l’occasione da Raffaela D’Onofrio: in questo modo, gli ospiti potranno portare a casa manufatti unici, in edizione limitata. I proventi delle vendite – dei foulard e del libro – saranno interamente destinati a realizzare un’area verde per i bambini delle detenute all’interno della casa circondariale femminile di Pozzuoli.  Interverranno, oltre alle autrici: Severino Nappi, consigliere regionale Campania; Girolamo Pettrone, presidente Camera di Commercio di Napoli; Piero Avallone, giudice del Tribunale per i Minori – autore della postfazione; Maurizio Pirolo, artista; Maurizio Cozzolino, responsabile dell’Area Trattamentale; Loredana Vilmi, partecipante al progetto di danze orientali; Irma Ruggiero, artista – autrice dell’opera di locandina; Lello Antonelli, sartoria Antonelli; Vittoria Pappalardo, Vittorio Pappalardo VIP; Sara Lubrano, Sara Lubrano Gioielli Artigianali; Susi Sposito, Atelier Albachiara. Catering a cura del ristorante/braceria “Totò Sapore”, vincitore del Campionato mondiale della Pizza 2017; vini della “Cantina Isola di Capri”. “Il libro disegna uno spaccato umano sulla vita del carcere femminile, raccontando storie, progetti, speranze e paure di un gruppo di donne alle prese con un’esperienza drammatica che sognano di costruire una vita diversa al di fuori della struttura”, dichiara Nappi. “Il nostro intento era quello di mostrare le difficoltà delle ‘diversamente libere’ da chi le vive quotidianamente” – aggiungono le autrici –,“provando a ipotizzare anche nuove politiche di intervento affinché il loro recupero possa essere reale”. All’interno è proposta una riflessione sulla situazione penitenziaria attraverso le testimonianze delle detenute di oggi e di ieri e delle tante persone che, a vario titolo, hanno preso parte agli spettacoli di danza orientale promossi dalla stessa Virgili all’interno della struttura negli ultimi cinque anni. Vita in sezione, orari, grate alle finestre, servizi speciali e personale operativo: un varco nel mistero che avvolge le giornate della prigione. Dal testo emerge forte un grido, un appello, un’esortazione: superare le sbarre del pregiudizio per afferrare la verità sfuggente, le paure e le fragilità di chi mostra al Mondo solo la parte peggiore di se stesso. Pezzi di vite vere, vite al limite, si fondono con quelle degli spettatori che “assaporano” soltanto per qualche ora il retrogusto amaro della detenzione. Attraverso interviste, disegni e immagini il libro narra, insomma, la varia umanità delle donne rinchiuse e quella di chi le osserva ‘dal di fuori’. Non ci sono dita puntate né barricate: è un susseguirsi di emozioni e sentimenti propri a tutti gli esseri viventi in quanto tali.




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