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Moretto (Prima Napoli): “Il Comune di Napoli trascina nel baratro del fallimento anche le imprese”

Il Consigliere Comunale di Prima Napoli Vincenzo Moretto dichiara quanto segue “Lo stato di profonda crisi economica del Comune di Napoli, ed il suo perdurare senza apparenti miglioramenti nei conti, rischia di trascinare nel baratro del fallimento, numerosi fornitori ed imprese ed il numero dei contenziosi in cui il Comune è chiamato in giudizio sono aumentati in modo esponenziale. Le imprese che maggiormente risentono del mancato pagamento da parte del Comune di Napoli dei crediti a loro spettanti, sono quelle edili, sia per opere già terminate sia per opere in corso e che in alcuni casi, anche di fronte a sentenze definitive che condannavano il Comune al pagamento e a decreti ingiuntivi, non hanno ottenuto il pagamento richiesto, e ciò anche in virtù del fatto che i pignoramenti sono stati bloccati per l’avvio della procedura di rimodulazione del piano di rientro dal disavanzo, spalmabile in 30 anni e che la Corte dei Conti sta attenzionando. Tra l’altro, le imprese sono anche nell’impossibilità di accedere alla cessione del credito, in quanto i debito per essere ceduti a terzi devono essere certificati, ma il Comune di Napoli respinge le domande di certificazione per chi ha in corso contenziosi e pignoramenti, così come previsto dalle norme. Il Comune di Napoli con l’approvazione del piano di rientro ha beneficiato di fondi per oltre 800 milioni di euro, che lo Stato ha concesso per il ripianamento del deficit, ma allo stato non si conosce come sono stati utilizzati, visto che la realtà dei pagamenti appare diversa rispetto a come previsto, mentre i nuovi debiti fuori bilancio approvati di recente e congelati, mostrano tra le tante, alcune criticità come quelle della Milano Costruzioni per la realizzazione del tram a Poggioreale che vanta un credito per oltre un milione di euro e quello della Brancaccio Costruzioni che ha in corso due opere importanti come il Piazzale della Socialità a Scampia e le nuove case di edilizia sostitutiva a Chiaiano, per cui è stato chiesto la rescissione del contratto per inadempienze contrattuali. Opere incomplete che rischiano di essere abbandonate al degrado”. A ciò bisogna aggiungere che il Comune di Napoli, qualora dovesse fare fronte allo sblocco dei pignoramenti si troverebbe a non avere alcun “cuscino di salvataggio” non avendo costituito alcun Fondo Rischi per contenzioso e con un Fondo di riserva non ricostituito, avendo attinto ad esso già abbondantemente, non ultima infine la drammaticità di alcune partecipate sull’orlo del fallimento come: ANM, ABC e CAAN che non hanno ancora approvato i loro bilanci.”




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