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Possibile Napoli: “c’è bisogno di unità e non di introdurre artificiose divisioni”

“Sin dall’inizio della discussione intorno a una lista unitaria della sinistra noi siamo stati i più accesi sostenitori di questa ipotesi; l’impegno di Possibile Napoli nel cercare di costruire un discorso unitario da ben prima dalla mattina del Brancaccio è sotto gli occhi di tutti.
Proprio per questo ci lasciano esterrefatti e amareggiati gli attacchi ricevuti gratuitamente all’assemblea “Cento piazze per il programma” durante l’intervento di un portavoce di Napoli Direzione Opposta.
Ci sembra doveroso puntualizzare che in questo periodo storico, per arginare le pesanti derive fasciste in questo paese, c’è bisogno di unità e non di introdurre artificiose divisioni. 
Quello che abbiamo chiesto fin dall’inizio è trovare una quadra su un programma ed un progetto comune, e non su una lista vuota di nomi e simboli; ma ciò che ci amareggia di più è che nessuno dei garanti (che per definizione dovrebbero essere super partes), tra cui una compagna di Sinistra Italiana, abbia speso mezza parola non solo per fermare questo attacco ingiustificato, ma neanche per mostrarci vicinanza dopo di esso.
Al che noi chiediamo un po’ di coerenza: è giusto attaccare chi si è impegnato sin dall’inizio per una lista e un programma di marcata discontinuità con le politiche passate, quando molti dei presenti appena l’anno scorso sostenevano al comune di Napoli una coalizione di cui facevano parte diversi transfughi del centrodestra (vedi Mundo e Lebro)?
Ci vediamo quanto meno opportunismo e malafede.
Allora ciò che proponiamo noi, che non ci siamo sottratti a presentare anche in questa sede, nonostante il clima volutamente ostile, i nostri temi e le nostre idee, è che da oggi ci sia sempre più chiarezza: noi abbiamo già detto la nostra.
E chi si pone come portavoce dei movimenti, dei più deboli, nella pratica cosa vuole fare? Il movimento del Brancaccio alla lista unitaria vuole partecipare o no? Noi speriamo di sì, ma speriamo anche che ciò voglia dire correre tutti insieme per un obiettivo comune, invertire le scelte politiche degli ultimi anni, e non ribadire vecchie linee di divisione che fanno comodo soltanto a chi ha già una rendita di posizione.”. 



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