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Sommelier in azione

Il mondo enogastronomico italiano, rappresenta un tesoro unico ed inimitabile per il nostro Paese, un inconfondibile insieme di gusti, sapori e profumi, che ci distinguono da sempre, e come tale, abbiamo l’obbligo ed il diritto di custodirli e divulgarli, per diventare ambasciatori di queste ricchezze esclusive. Nascono così le associazioni di settore, che hanno lo scopo di tutelare e far conoscere la qualità, la provenienza, e l’impegno professionale, che esistono dietro ad ogni singolo prodotto, che mangiamo e beviamo; basta fermarsi un attimo, e pensare tutto il lavoro e la poesia, che gira intorno ad un chicco di uva. L’Italia infatti, è dotata di grandi ricchezze, e di un’infinità di risorse, che ogni singolo ospite straniero non può fare a meno di apprezzare ed amare. Il vino Italiano, uno dei tanti, è conosciuto e presente in tutto il mondo, per le sue qualità e diversità strutturali, tanto da volerlo imitare in ogni sua piccola sfumatura. Fortunatamente però, diventa un impresa difficile e impossibile, in quanto la diversità e particolarità climatica delle nostre regioni, la vicinanza al mare o in territori interni collinari o montagnosi delle nostre coltivazioni, con la brezza marina o il vento dei laghi e fiumi, climi asciutti ma anche umidi, determinano le più svariate caratteristiche organolettiche, che consentono ai vigneti italiani di produrre risultati eccellenti. Le particolari tipologie aromatiche, l’emozione sensoriale che suscita un calice di vino, varia quindi a seconda dei vigneti, dalle altitudini dei terreni di coltivazione e quindi a sua volta dalle regioni, per finire ai produttori stessi che lavorano con passione e dedizione. Il tutto si trasforma in una elegante etichetta, fatta di storia e tradizioni che non può e non deve ingannare il consumatore. A tal punto, nasce la necessità di avere una figura professionale come il “sommelier” che con studio ed impegno, insegna agli appassionati del buon bere, le tecniche di degustazione, lo stile nella scelta dei bicchieri, il rispetto per la bottiglia e l’eccellente prodotto in essa contenuto. Il vino, è un insieme di colori, odori, sfumature, che si sposano perfettamente con il cibo, diventando veicolo di unione, creatore di atmosfere romantiche, ed elegante intrattenimento.
Il sommelier diventa quindi, una figura fondamentale e insostituibile nella scelta del vino, e nell’abbinamento ai diversi piatti che la cucina italiana ci propone, quali carne, pesce, dolci ed certamente anche la pizza! La sua missione è proprio quella di guidare il consumatore in questo mondo meraviglioso che non conosce confini, perché “il vino è arte e cultura”. Il tutto ha un significato ancora più importante se al fianco dei sommelier ci sono fondazioni regionali che si uniscono per diventare nazionali, per unire le forze, e far fronte alle richieste mondiali di vini per eccellenza. Le infinite diversità di uve che caratterizzano il nostro territorio, non hanno bisogno di competizione, ma solo di aggregazione e cultura, per sviluppare il mercato vinicolo. Arriva quindi anche in Campania, la Fondazione Italiana Sommelier, 15a delegazione regionale Italiana. La FisC, si è presentata a Napoli, nello storico Gran Caffè Gambrinus (piazza Trieste e Trento), nelle spettacolari sale piene di sculture ricche di storia, dove in ogni angolo, si respira aria di sapere. La scelta non cade a caso, essendo il Gambrinus salotto storico letterario, la F.I.S Campania ha scelto volutamente le sue eleganti sale, come sede regionale di incontri per rappresentare al meglio il vino, anch’esso ricco di cultura millenaria. Giornalisti, sommelier, ristoratori ed imprenditori del gusto, hanno partecipato alla conferenza che la Fondazione Italiana Sommelier, ha tenuto per illustrare la propria organizzazione e programmi. La Project Manager per l’enogastronomia del Gambrinus, Romina Sodano, ha introdotto i lavori della giornata di presentazione, seguita da Pasquale Brillante, che collabora per la stessa struttura, nonché consulente esterno per la didattica e coordinamenti vari della FisCampania. Coordinati da Anna Copertino, giornalista Road Tv, si sono susseguiti i vari oratori con i loro interventi. Il mondo enologico, è stato illustrato dal presidente nazionale di questa Federazione, e presidente mondiale dei Sommelier, Franco Maria Ricci, il quale ha voluto spiegare e precisare che la cultura del vino non può rimanere circoscritta in un’unica regione, ma occorre divulgarla in ogni singolo spazio, a cominciare dalle scuole elementari per passare nelle carceri (come già è successo in quello di Rebbibia e Regina Coeli) per finire in case famiglia per i ciechi, perché senza cultura ed informazione non si può rappresentare questa grande ricchezza nel mondo. La cultura è contro l’abuso del vino; insegnare a bere bene riduce il tasso alcolico giovanile e diventa punto di aggregazione davanti a scaffali di bottiglie pregiate e ad affettati o formaggi da degustare. Il presidente Ricci, ha detto: “Sono stato presidente di associazioni del vino e qualche anno fa ho pensato insieme al gruppo che mi segue, di creare la Federazione Italiana Sommelier, passando da associazione a fondazione per essere più vicini alle istituzioni, perché il mio pallino è sempre stato, anche nei 30 anni trascorsi in A.I.S. di fare qualcosa per il Paese, un Paese che purtroppo è ancora ignorante nella conoscenza del vino. Basti pensare che la scuola alberghiera italiana, che è delegata ad insegnare l’ospitalità, nei 5 anni di studi fa solo accenni al vino, mentre in Francia il dentista, che con il suo percorso didattico potrebbe non avere nulla a che fare con il vino, riceve insegnamenti per due anni in riferimento a questo prodotto. Con le associazioni attualmente esistenti abbiamo portato la nostra passione ovunque, in ogni angolo del pianeta. In meno di un anno di vita possiamo vantarci del successo avuto con la costituzione di 14 realtà regionali e con la Campania saliamo a 15, ed essendo da 3 anni presidente dei sommelier nel mondo, impegno che conserverò ancora per i prossimi 5, voglio lavorare al progetto di creare e formare corsi nell’intero pianeta (come già avvenuti 27 corsi, sui 31 paesi esistenti, ultimo dei quali la realizzazione di uno a Manila per agganciare l’ Italia al mondo). Approderemo anche all’ EXPO 2015 che sarà sicuramente palcoscenico delle nostre iniziative, che vogliono proporre il nostro prodotto di qualità ad altre nazioni, sia per il vino che per l’olio. Mi ritengo soddisfatto del percorso che ho iniziato, e della nascita della rivista BIBENDA, diventata ormai famosa in tutto il mondo grazie alle collaborazione dei miei colleghi “. La parola è passata subito dopo a Carmela Cerrone, presidente campano della F.I.S , la quale ha affermato di sentirsi onorata e fiera di collaborare a stretto contatto con Franco M. Ricci, perché il vino è poesia e storia e se ne devono conoscere a fondo i segreti. Girare tra le cantine, conoscere gli agricoltori e produttori (che sono sempre a rischio, in diverse regioni, da improvvise alluvioni che spazzano via mesi e mesi di duro lavoro fatto con amore e dedizione), imparare a stimolare l’olfatto e riconoscere un buon vino dal colore, la corporatura e da una semplice narice che ne percepisce l’insieme di più aromi in un unico prodotto è quello che noi trasmettiamo e promuoviamo. Bisogna imparare ad apprezzarne gli inconfondibili sapori, insostituibili per la meditazione, per il piacere del palato, degli occhi e del cuore! In seno al sodalizio Fis, esistono attualmente 31 persone a tempo pieno, 48 par time, 52 consulenti in Italia e nel mondo e 490 sommelier che divulgano la parola “vino“ . Sono tantissimi i giovani che partecipano ai corsi, con un’età che spazia tra i 18 e 28 anni, e l’impegno del presidente è quello di formarli seguendo un percorso itinerante nelle cantine con prezzi bassissimi per l’intera formazione, rilasciando loro, al termine positivo, un tesserino in pelle che li qualifica sommelier a vita. Il vino non è sinonimo di osteria, ma grande formazione e conoscenza del territorio, da trasformarlo in lavoro e riuscire a leggere tra le righe, il valore e i gusti, che sono dentro ad un calice di vino . Poesia nella scelta di una bottiglia studiata accuratamente da designer, etichette pensate e personalizzate da pittori, eleganza nel versare il vino nel bicchiere dalle diverse forme, a seconda del tipo che si sceglie da bere, che sia un rosso forte e corpulento oppure un vino bianco, dolce e soave dai mille sapori di vaniglia, fieno e altro; rosato, fermo o con bollicine. Un insieme di arte e costumi tipicamente Italiani che fanno di questo mondo, un vero e proprio mercato commerciale, di un valore inestimabile. Sono intervenuti anche Salvatore Esposito, direttore della rivista “Gusto Campania” un progetto editoriale giovanile, inizialmente nato on line per poi diventare un apprezzato giornale su carta stampata, per promuovere l’informazione; i vice presidenti FisC Nicola Scagliola e Nunzio Bugetto e Paola Simonetti capo redattore della rivista e della guida dei vini Bibenda . A conclusione della conferenza è nata anche l’idea di premiare chi, in questo settore, si distingue per amore e professione, regalando loro una targa al riconoscimento del lavoro svolto; un premio che per i primi 3 anni sarà campano, ma che dopo diventerà nazionale. Il Gambrinus, con la sua storia millenaria sarà sede e testimonianza di questi incontri che rivaluteranno i salotti storici ed intellettuali napoletani di un tempo, perché la storia è vita !

Sabrina Abbrunzo




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