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A Vico Equense la presentazione del libro di Armando De Rosa

libroVICO EQUENSE. Protagonista indiscusso di vicende istituzionali, politiche e amministrative della Regione Campania, Armando De Rosa ha voluto raccontarsi in un testo autobiografico curato da Ermanno Corsi e Piero Antonio Toma. “Quarant’anni di politica: le mie ragioni” (Compagnia dei Trovatori Edizioni) è il titolo del libro che sarà presentato sabato 24 gennaio, alle ore 17.30 nella sala consiliare della Città di Vico Equense. Parteciperà all’evento Flora Beneduce, consigliere regionale della Campania e vice presidente della commissione Affari Istituzionali della regione Campania. “Questo libro ripercorre la mia vita pubblica, inevitabilmente intrecciata con le vicende private, dalla prima elezione nel consiglio comunale di Villaricca quando avevo appena vent’un anni, all’adesione alla corrente della sinistra di base della Democrazia Cristiana, passando per l’apprendistato presso uno dei grandi leader del tempo e padre riconosciuto della Repubblica: Giovanni Gronchi”, racconta De Rosa.
Una lunga sezione del libro è dedicato al periodo buio, che tarpò l’ascesa politica dell’ex assessore campano alla Sanità. Egli si sofferma a lungo, senza pudore e con dovizia di particolari, sull’arresto di cui fu vittima nel novembre del 1987. “Ero già stato designato dalla Dc come Presidente della Giunta Regionale della Campania, ma quella vicenda mise un punto alla mia carriera – continua Armando De Rosa -. Nel libro ripercorro tutte le fasi di quei momenti difficili e tormentati: dall’ordine di custodia cautelare all’iter processuale, ricco di contraddizioni. La vicenda giudiziaria, dopo quattro processi, tutti di volta in volta annullati in appello, si concluse con l’assoluzione. C’è un ricordo impresso indelebilmente nella mia mente. Il pubblico ministero, indicandomi, terminò la sua arringa con l’affermazione: “Questo signore è stato fucilato alla schiena da un plotone d’esecuzione”. I retroscena di questa “truffa giudiziaria” non sono mai stati chiariti del tutto”. Il magistrato di Venezia, Salvarani, bocciato come procuratore capo di Venezia, fu indotto a uscire dalla magistratura cinque anni prima, mentre quello napoletano,qualche anno dopo, in un processo a Salerno, teste d’accusa Armando De Rosa, fu condannato a otto anni di reclusione. De Rosa non manca di fornire elementi, dettagli, informazioni anche su alcuni spaccati della storia politica regionale e nazionale: dal sequestro Moro a quello Cirillo, dal sistema di finanziamento della politica al ruolo della Camorra. Infine, frequenti e interessanti i raffronti tra la classe dirigente del tempo e quella odierna.