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Alzheimer, Flora Beneduce (FI): “Aiutare la famiglia con la legge sul sostegno al caregiver”

“I bisogni della Persona con demenza e del suo Caregiver in Campania… 15 anni dopo alla luce delle nuove Linee d’indirizzo regionali Alzheimer”. È questo il titolo del convegno che si terrà domani, a partire dalle 12.30, alle Terme di Agnano. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti organizzati dalla sezione campana di AIMA sul territorio campano, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione lanciata in occasione della XXII Giornata Mondiale dell’Alzheimer.
“Il tema di quest’anno riprende quello del primo convegno organizzato dall’AIMA nel 2000 per chiederci quali sono le cose fatte da allora fino ad oggi, quali sono i risultati raggiunti e quelli ancora da conseguire alla luce delle Buone Prassi e delle nuove Linee d’indirizzo regionali Alzheimer – spiegano gli organizzatori – . Di strada sicuramente ne è stata fatta ma tanta ancora ne dobbiamo fare. Noi possiamo sicuramente dire di aver contribuito, puntando i riflettori costantemente sulle numerose e complesse problematiche di questa malattia, ad una visione diversa della Malattia e della Persona e dell’importante ruolo della Famiglia, alla creazione di alleanze, ad una attenzione alla tematica anche attraverso norme e servizi assistenziali pur se ancora pochi e non dedicati”. “Un’iniziativa importante per affrontare con nuova consapevolezza un tema che coinvolge oltre un milione di Italiani e che mina la salute, il benessere, la vita di chi è colpito dalla malattia e di chi la accudisce – dice Flora Beneduce, consigliere regionale della Campania – . Credo che sia necessario sostenere le famiglie dei malati di demenza. Al momento, sto lavorando ad una proposta di legge per la valorizzazione del ruolo del caregiver familiare, in modo da garantire un supporto – economico e psicologico – a chi è vicino al malato non autosufficiente. Questo testo punta ad aggiungere agli assegni di cura anche l’assistenza domiciliare integrata. Inoltre, offre la possibilità di consultare uno psicologo per superare momenti critici e, infine, predispone una rete per il reinserimento del caregiver nel circuito lavorativo, qualora cambiasse la sua condizione”.




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