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Cimiteri Napoli, EFI: “Ancora una volta una folle sospensione del servizio di cremazione”

“Durante il Ponte dei Morti è meglio… non morire. Almeno per coloro che, ancora in vita, hanno deciso di essere cremati. Perché con un altro numero di alta scuola il Comune di Napoli ha comunicato lo stop dell’ingresso delle ceneri nei cimiteri dal 29 ottobre al 4 novembre. Quindi scegliete bene quando passare a miglior vita, magari posticipate a dopo queste vacanze”. Questo l’amaro e sarcastico commento di Gennaro Tammaro e Alessio Salvato, delegati EFI (Eccellenza Funeraria Italiana, sindacato di categoria degli impresari funebri) per la Campania.

Il riferimento è alla nota diramata dal Comune di Napoli che annuncia lo stop nel periodo citato delle operazioni relative all’ingresso delle ceneri nei cimiteri.  “Una follia. Perché si fermano le ceneri, che tanto per questa amministrazione possono restare stipate da qualche parte, mentre invece le restanti operazioni cimiteriali – che a differenza delle ceneri hanno un impatto ben diverso sull’ambiente – sono regolarmente permesse? Se parliamo semplicemente di decongestionare i flussi da e per i cimiteri, siamo all’illogico se dividiamo i morti in morti di serie A e morti di serie B. E soprattutto, tendiamo a ricordare purtroppo spesso a questa amministrazione, non è che le persone decidono quando morire”.

Gli impresari funebri puntano il dito anche contro il dispositivo di traffico adottato dal Comune di Napoli per questi giorni di alta affluenza ai cimiteri cittadini. “Una scelta scellerata: è fatto divieto sabato 27 ottobre 2018 di circolare nei pressi di Poggioreale per i motivi ben citati nell’Ordinanza dirigenziale n. 499, ma nulla invece è fatto per il giorno di domenica. Per quale motivo? Forse pensano che di domenica anche i parenti dei defunti riposano?”.

“In queste ore – concludono Tammaro e Salvato – la delega ai cimiteri, dopo essere stata competenza dell’ormai ex assessore Alessandra Sardu, torna a Ciro Borriello. Ci auspichiamo che, dopo mesi di dialogo inesistente, si possa tornare ad avere un interlocutore istituzionale degno e attento. Non è la prima volta che si ragiona sui servizi funerari comunali come se fossero lo sportello del rilascio delle carte d’identità. Non si muore in orari e giorni prestabiliti: restituire dignità ai defunti è il primo passo per ristabilire decenza all’interno del settore”.




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