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Cuneo, falsi modelli ISEE per risparmiare sulle tasse scolastiche

Guardia-di-FinanzaIl controllo della spesa pubblica continua ad essere un comparto di primaria importanza per la Guardia di Finanza, a tutela del bilancio non solo statale ma anche degli Enti ed istituzioni locali. In questo contesto, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Cuneo nell’ultimo trimestre hanno effettuato una serie di controlli in materia di borse di studio universitarie, la cui erogazione – come noto – è strettamente legata ai redditi dichiarati dal nucleo familiare dello studente. I controlli hanno interessato le domande presentate per l’anno accademico 2009/2010 da studenti provenienti da tutta la provincia cuneese. A seguito dei riscontri eseguiti su tredici istanze, è emerso che l’85% dei soggetti monitorati ha presentato “” Dichiarazione Sostitutiva Unica “” non veritiera, avendo indicato redditi inferiori a quelli reali ovvero non menzionando, in tutto o in parte, i patrimoni mobiliari ed immobiliari posseduti. Per la metà di questi soggetti la borsa di studio è risultata non spettante, mancandone del tutto i requisiti, mentre per l’altra metà – pur sussistendo infedeltà nelle dichiarazioni presentate all’organo competente – il contributo non è stato revocato, atteso che i limiti reddituali risultavano comunque rispettati. Nei confronti dei soggetti responsabili sono state avviate le procedure per il recupero di euro 13.702,00 indebitamente percepiti e sono state elevate sanzioni amministrative per euro 27.404 euro; nei loro confronti verranno recuperate, inoltre, le tasse universitarie e le borse di studio percepite negli anni successivi. Restando nell’ambito della tutela della spesa pubblica, i militari del Nucleo hanno effettuato controlli anche in materia di esenzione dal pagamento del ticket sanitario, anch’esso legato a limiti reddituali oltre i quali l’esenzione non spetta. Anche in questo comparto, sono state rilevate numerose irregolarità legate alle dichiarazioni non veritiere riguardo ai redditi posseduti. In due casi, mentre le disposizioni legislative vigenti prevedevano l’esenzione per chi avesse superato i 65 anni e dichiarasse un reddito familiare inferiore ad € 36.151,98, i soggetti controllati avevano richiesto ed ottenuto di non pagare il ticket sanitario pur avendo rispettivamente un reddito familiare di oltre 150.000 euro ed oltre 200.000 euro. La regolarità delle prestazioni sociali ed assistenziali, oggetto di particolare attenzione da parte del Corpo, è significativa sia per la tutela degli interessi finanziari degli Enti erogatori sia per la difesa dell’equità sociale nella redistribuzione delle risorse pubbliche a sussidio dei nuclei familiari che versano in condizioni economiche meno favorevoli.