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Frodavano le accise su bevande alcoliche: sgominata banda internazionale – VIDEO

Con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bologna (Proc. Capo, Dott. Roberto Alfonso, e Sost. Proc., Dott. Marco Forte), dalle prime ore di oggi, 12 novembre, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, con la collaborazione del locale Ufficio Doganale, ha in corso di esecuzione, in Emilia Romagna ed in altre 7 Regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia, per complessive 25 province), 17 delle 23 ordinanze di custodia cautelare (12 in carcere, 10 ai domiciliari con uso del braccialetto elettronico ed 1 con obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria) emesse dal Giudice per le indagini preliminari, dr. Bruno Perla, su richiesta del Sostituto Procuratore, dr.ssa Manuela Cavallo. I provvedimenti restrittivi riguardano un’organizzazione criminale transnazionale dedita alla commissione di frodi alle accise (e connessa I.V.A.) ed all’imposizione in generale, nella commercializzazione di bevande alcoliche (in particolare, birra, nonché vodka, whiskey e vino) in ambito comunitario. I restanti provvedimenti (6) si stanno eseguendo – con il coordinamento di Eurojust (Agenzia europea, sita all’Aja, impegnata nella lotta contro gravi forme di criminalità organizzata e transnazionale, e, quindi, anche nell’indagine in argomento), nella persona della D.ssa Teresa Angela Camelio – in Inghilterra, Irlanda, Germania e Romania. Contestualmente è stata data esecuzione in Italia dalle Fiamme gialle anche a misure di carattere reale, quali sequestri di immobili, terreni, automezzi, conti correnti, quote societarie e preziosi per un valore di circa 10 milioni di euro. Le articolate e complesse indagini di polizia giudiziaria, correlate ad una segnalazione da parte del locale Ufficio Doganale: – sono state eseguite, con la direzione di questa Procura, dalla Guardia di Finanza di Bologna – tra l’altro, attraverso intercettazioni (telefoniche, ambientali e telematiche), pedinamenti ed appostamenti – e, per i profili di competenza, dalle Dogane, in particolare negli scambi informativi con le omologhe Autorità Doganali di altri Stati; – hanno consentito di acquisire gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine alla struttura del sodalizio criminale risultato composto, a vario titolo, da 60 persone di varie nazionalità (51 italiani, di cui 3 residenti all’estero, 3 rumeni, 2 indiani, 1 tedesco, 1 belga, 1 albanese ed una brasiliana). L’attività investigativa ha permesso, nel contempo, di delineare – come anche evidenziato nell’articolata informativa di reato del I Gruppo delle Fiamme Gialle di Bologna – le modalità delle illecite condotte, così riassumibili nei lineamenti generali: la costituzione, avvalendosi di compiacenti prestanome, di depositi fiscali fittizi (11 in Italia, assoggettati a provvedimenti di revoca dall’Autorità doganale), in quanto destinatari solo virtualmente di partite di bevande alcoliche provenienti, in regime di sospensione d’imposta (accise), da depositi fiscali (35) di altri Paesi europei; – l’emissione di falsi documenti elettronici e-AD (complessivamente, in Italia, n.8099) e cartacei per le movimentazioni di tali partite di merci; – la circolazione solo cartolare della merce; – l’immissione in consumo “in nero” di detti prodotti – anche in altri Paesi con alte aliquote d’accisa – in totale evasione fiscale, in quanto non stoccati nei depositi fiscali di destinazione e non assoggettati ad imposizione. Il disegno criminoso prevedeva l’effettiva immissione in consumo delle bevande alcoliche in luoghi diversi da quelli dichiarati documentalmente, in modo tale che: – gli effettivi destinatari della merce potessero evitare il pagamento dell’accisa (oltrechè degli altri tributi) per la commercializzazione delle bevande; – i titolari dell’obbligo tributario (le società alle quali era intestato il deposito) si sottraessero allo stesso obbligo in quanto dolosamente falliti o comunque insolventi a fronte delle pretese creditorie dell’erario. Sulla base delle attività investigative è stato possibile quantificare in 142 milioni di litri i prodotti alcolici consumati in frode per un’evasione dell’accisa e dell’I.V.A. di 82 milioni di euro, cui va aggiunta, per la commercializzazione “in nero” del prodotto, un’ingente evasione nell’imposizione diretta ed indiretta in via di quantificazione. Analogamente, i reati commessi hanno avuto un forte impatto negativo anche in altri Stati, che, sulla base degli elementi agli stessi forniti dall’Italia, avranno la possibilità di assumere le iniziative di competenza a tutela dei rispettivi interessi erariali. Il sodalizio, inoltre, si è avvalso, per movimentare parte dei proventi derivanti dalla frode, di un illegale sistema di trasferimento di denaro, costituito, in una prima fase, da corrieri di valuta, e, in un secondo momento, da un più sofisticato sistema parallelo a quello bancario posto in essere tra i diversi Paesi europei (in quest’ambito, è emerso che in soli due mesi, peraltro con riferimento soltanto ad uno dei vari soggetti coinvolti, sono stati movimentati, quale compenso per l’illecita attività svolta, circa 600.000 euro per 10 transazioni). L’intervento operativo odierno ha impegnato, in 25 province di 8 Regioni italiane, 220 militari della Guardia di Finanza con la collaborazione di 34 appartenenti alle Dogane. Le indagini per i reati in contestazione, con vari indagati ai più diversi livelli di responsabilità, non si sono concluse, essendo in corso ulteriori accertamenti per individuare eventuali altre condotte fraudolente/soggetti responsabili. La rilevanza dell’operazione è da correlare, oltrechè ai risultati conseguiti, alla capacità sinergica espressa dai vari attori istituzionali interessati, che, nonostante le oggettive difficoltà insite nelle proiezioni transnazionali delle illecite condotte e nell’elevato tecnicismo della materia, hanno assicurato efficaci forme di collaborazione anche in ambito europeo, grazie in questo caso specialmente al forte impegno di Eurojust (nella persona della D.ssa Camelio), rendendo così più agevole il compito di coordinamento di questa Procura. In tal senso, un plauso va rivolto alla Guardia di Finanza per la consueta professionalità ed abnegazione evidenziate anche nell’espletamento delle lunghe e delicate indagini in argomento, nonché all’Agenzia delle Dogane per la qualificata collaborazione fornita nell’ambito di competenza.




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