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Giustizia, a Rimini riunito il consiglio nazionale del sindacato di Polizia Penitenziaria

“Vogliamo governare il cambiamento ventilato sulla riorganizzazione delle Forze di Polizia, ma non accettiamo una marginalizzazione della Polizia Penitenziaria. Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi di incontrarci e ascoltarci, orientando l’Esecutivo ad una eventuale razionalizzazione che rispetti la storia e l’identità di ogni Corpo di Polizia, esaltandone le peculiarità e l’efficienza: ma non siamo affatto d’accordo ad una marginalizzazione della Polizia Penitenziaria. La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli indiscriminati e ingiustificati. E la realtà è che con sei miliardi di tagli che i vari Governi Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno operato dal 2008 ad oggi, i cittadini sono MENO sicuri perché ci sono MENO poliziotti a controllare le loro case e i quartieri, MENO poliziotti penitenziari nelle carceri a fronte di un numero di detenuti che sta tornado ad aumentare esauriti gli effetti “taumaturgici” della sentenza CEDU – Torreggiani, MENO forestali contro le agromafie e le ecomafie per la tutela dell’ambiente, MENO vigili del fuoco a difenderci da disastri e calamità, a garantire sicurezza e soccorso pubblico”.
Lo ha detto, con chiarezza, Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, che sta svolgendo a Rimini i lavori del XXVII Consiglio Nazionale in corso di svolgimento a Rimini.
Ai sindacalisti del SAPPE riuniti nella città romagnola sono giunti “gli auguri del Capo dello Stato” Sergio Mattarella che ha inteso esprimere al Segretario Generale CAPECE il suo “apprezzamento per la costante dedizione e l’assiduo impegno con cui il personale che Ella rappresenta assolve quotidianamente i propri compiti d’istituto”.
E sul decreto concernente la riorganizzazione del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione, Capece sottolinea: “Non è pensabile chiudere strutture importanti di raccordo tra carcere, istituzioni e territorio come i Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria di Liguria, Umbria, Marche e Basilicata a meno che non si voglia paralizzare il sistema ed avere del carcere l’esclusiva concezione custodiale che lo ha caratterizzato fino ad oggi. Vuole il Governo Renzi essere ricordato per questo attacco ai presidi di sicurezza del Paese?”.




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