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Gradevoli temperature primaverili fuori stagione: estate a rischio siccità

l43-siccità-120720094923_bigLe gradevoli temperature primaverili fuori stagione sono accompagnate dalla mancanza di neve sui rilievi alpini che puo’ tradursi in uno scarso riempimento delle falde acquifere, in un probabile abbassamento dei livelli dei bacini lacustri e dei laghi alpini con il rischio di siccità estiva in caso di primavera asciutta. E’ l’allarme lanciato dal la Coldiretti in riferimento agli effetti di un inverno pazzo che conferma anche nel 2015 i cambiamenti climatici in atto. Anche nella prima decade dell’anno le temperature medie sono state complessivamente superiori alla norma così come nel 2014 che si è classificato in Italia come l’anno più caldo della storia, da quando esistono i rilevamenti climatici nel 1880, secondo una analisi Coldiretti su dati Isac Cnr. Nell’anno appena trascorso – sottolinea la Coldiretti – si è registrata una temperatura superiore di 1,45 gradi rispetto alla media per l’effetto combinato di un’estate fresca molto fresca e del caldo anomalo soprattutto in autunno ed in inverno. L’andamento climatico del 2015, se dovesse seguire quello del 2014 potrebbe portare ad un inverno “non vero” e a stagioni non bene identificate con gravi rischi per l’agricoltura a causa di un risveglio vegetativo anticipato di molte coltivazioni che- continua la Coldiretti – non sarebbero in grado di sopportare senza danni eventuali ed improvvisi periodi di freddo intenso. Il clima ha già avuto nel 2014 pesanti effetti sui raccolti Made in Italyche hanno registrato tagli che vanno dal 35 per cento dell’ olio di oliva italiano al 15 per cento per il vino fino al 50 per cento per il miele, mentre il raccolto di castagne è stato da minimo storico. Siamo di fronte – sostiene la Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento che si è accentuata negli ultima anni ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ed anche l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti che colpiscono l’agricoltura.