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IX Municipalità: vento di tempesta, l’opposizione compatta “presenta la mozione di sfiducia a presidente e giunta”

Per diversi giorni si sono susseguite le riunioni in videoconferenza sia di maggioranza che di opposizione per discutere della mala gestione istituzionale della nona municipalità presieduta dall’avvocato Lorenzo Giannalavigna accompagnato dagli assessori Marco Lanzaro, Tommaso Nugnes e Annamaria Esposito. Ormai da anni si viveva un clima di insofferenza tra i banchi del locale parlamentino di Soccavo e Pianura, infatti nella mozione di sfiducia presentata lo scorso sei aprile e che ha messo d’accordo l’opposizione formata da gruppi ideologicamente distanti ma con un unico obiettivo comune, ovvero mettere fine alla giunta dell’avvocato Lorenzo Giannalavigna si legge: “lo stato di abbandono in cui versa la nostra municipalità è un dato di fatto incontrovertibile. Balza immediatamente agli occhi come l’attività politico amministrativa è pesantemente ingessata, che gli uffici municipali non riescono oramai a dare risposte ai bisogni elementari dei nostri concittadini, anche in ordine a richieste di ordinaria amministrazione”. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso tanto da indurre a prendere una drastica decisione proprio in un momento delicato come quello che si sta attraversando, è la decisione in contrasto con il decreto nazionale “curaItalia”, del Presidente della municipalità che ha bloccato con una nota a sua firma e quella del direttore, l’attività istituzionale dei consiglieri municipali, emarginandoli nella fase emergenziale del coronavirus dove si sarebbe dovuto mettere in campo una unità di crisi h24 per disporre tutto il necessario a tutela della cittadinanza, a partire da una corretta igienizzazione delle strade, dalle azioni di contrasto agli elusori della quarantena, alla salvaguardia del piccolo commercio locale attraverso una rete di solidarietà, alla corretta programmazione di aiuti alle classi più deboli, al monitoraggio dei contagiati, alla fornitura delle protezioni dal virus come mascherine e guanti e alla organizzazione delle scuole per gli studi e le lezioni a distanza. Contrariamente, fanno sapere i consiglieri firmatari della mozione di sfiducia quali Giovanni Marino, Mario Paudice e Agostino Romano di Forza Italia, Pasquale Strazzullo, Angelo De Falco e Giorgio Longobardi di Fratelli d’Italia, Mario Stoccuto e Lidia Vecchione del Movimento Cinque Stelle, Elio Izzi e Fabio Tirelli di Rifondazione Comunista-Potere al Popolo, Luigi Zecconi dei Verdi e Rosa Caianiello del Gruppo Misto; abbiamo assistito ad una totale assenza Istituzionale con l’intero Consiglio municipale censurato e costretto ai domiciliari, mentre il presidente Giannalavigna ed il vicepresidente Lanzaro tutto d’un tratto hanno riscoperto una vocazione episcopale, spartendosi le comparse nelle messe trasmesse on line con ciascuna chiesa a Pianura e Soccavo e con tanto di citazioni e ringraziamenti dei sacerdoti, nelle video omelie pubblicate sui social. Sebbene queste azioni propagandistiche arrivano velatamente in un certo qual modo al cuore della gente spesso ingenua, resta il fatto che non si può distogliere l’attenzione dal disastro amministrativo e gestionale che vede tante problematiche irrisolte, molte delle quali anche se non di diretta competenza ma sicuramente di rappresentanza tra cui possiamo accennare il totale fallimento della raccolta differenziata e dei rifiuti in genere che hanno visto anche il sequestro dell’isola ecologica e di una altro sito ASIA a Pianura da parte dell’autorità giudiziaria, della problematica degli sversamenti illegali di rifiuti e le consequenziali discariche a cielo aperto, l’inesistente manutenzione stradale e fognaria, la mancata organizzazione e la presenza della Polizia Municipale, il degrado dei contesti di Edilizia Residenziale Pubblica, le precarie condizioni strutturali delle scuole, le colate di fango provenienti dalla montagna dei camaldoli ad ogni pioggia, le mancate riaperture dei parchi tra cui il famigerato “Falcone e Borsellino”, il poliambulatorio ecomostro di via Grottole, lo stravolgimento della viabilità e chi più ne ha più ne metta. Situazione, si legge nelle conclusioni, che “il Consiglio municipale non può ulteriormente assistere passivo, solo per tutelare egoisticamente la propria sopravvivenza, ad un così grave degrado ed imperizia senza farsi complice di una inaccettabile inerzia delle Istituzioni, a tutto danno della comunità e dei cittadini che in noi hanno riposto le proprie naturali esigenze ed aspettative per una crescita culturale e sociale. Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri municipali, consapevoli della responsabilità assunta nel 2016 a seguito delle elezioni amministrative nei confronti di tutti i cittadini Pianuresi e Soccavesi e consci dell’impossibilità di adempiere ai doveri derivanti dal proprio mandato, stante l’aggravarsi delle difficoltà riscontrate anche nella coalizione di maggioranza, sfiduciano il presidente e la giunta della nona municipalità e chiedono la convocazione del Consiglio Municipale in seduta straordinaria (se del caso in videoconferenza) a norma dell’art.38 e 41 comma 2 lettera b, del Regolamento delle Municipalità del Comune di Napoli, onde procedere alla votazione per appello nominale della su estesa mozione di sfiducia ex art. 52 D.lgs. 267/00 che formalmente presentano”. Si precisa anche che aprile resta l’ultimo mese utile per mandare a casa il presidente che altrimenti, ad un anno dalla naturale scadenza del mandato rimarrebbe comunque commissario dell’ente comunale. Per far decadere il Consiglio della nona municipalità occorrono sedici voti a favore e si fa appello ai cinque consiglieri che siedono ancora tra i banchi della maggioranza ma che di fatto hanno aderito al centrodestra già da qualche anno.




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