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Lunedì 18 Tuttinscena al Verdi di Salerno: special guest l’ungherese Anita Magyari, Etoile del Teatro alla Scala di Milano

Tersicore approda in città. Su il sipario del Teatro Verdi di Salerno lunedì 18 marzo alle 21 per Tuttinscena –  Premio al Merito Giovani Talenti per l’Arte della Danza, l’evento coreutico unico nel suo genere – realizzato con il patrocinio del Comune di Salerno – che riunisce sullo stesso prestigioso palcoscenico le stelle di domani di tutta la Campania con i più grandi professionisti del panorama nazionale ed internazionale.
Per la 19esima edizione gli ideatori del progetto e direttori artistici, Luigi Ferrone e Corona Paone, (coppia sulla scena e nella vita privata), rispettivamente primo ballerino ed etoile del Teatro San Carlo di Napoli, (assistente Valeria Milingi) hanno messo in piedi una grand soirée spettacolare.
Ospite d’onore sarà l’ungherese Anita Magyari, Etoile del Teatro alla Scala di Milano. Spesso al fianco di grandi etoile internazionali (Rudolf Nureyev, Maximiliano Guerra, Laurent Hilar, Manuel Legris, Roberto Bolle, Charles Jude, Patrick Dupont) ha interpretato i ruoli principali del repertorio ottocentesco (Don Chisciotte, Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, Raymonda, ma leggendaria resta la sua interpretazione de La Bella Addormentata) e del Novecento (Manon di Kenneth MacMillan e Romeo e Giulietta, Onegin di John Cranko) nei quali ha messo sempre in luce la sua tecnica puntuale, la sua vivacità e la straordinaria espressività. Diplomata all’Accademia nazionale di Budapest e perfezionatasi alla scuola del Teatro Bol’šoj di Mosca, durante la sua carriera ha partecipato a molte tournée nei più prestigiosi teatri del mondo.
«Ho conosciuto personalmente Rudolf Nureyev – ha raccontato in un’intervista la Magyari – ho danzato con lui nel ‘Don Chisciotte’ e in ‘Giselle’, me lo avevano descritto come un uomo intrattabile. Non è stato così, lo ricordo come un uomo divertentissimo, disponibile, molto esigente. Era prodigo di consigli, ma dovevi aprire il tuo cuore e la tua mente. Accanto a lui non c’erano pause, bisognava lavorare sempre e con serietà. Il rigore e la disciplina erano il suo motto».
Tra gli ospiti anche Alessandro Macario e Anbeta Toromani, protagonisti di un pas de deux che perfettamente fonde la tecnica con la passione, e Giuseppe Picone, l’attuale Direttore del Corpo di Ballo del San Carlo, lo stesso Teatro dove, a nove anni, ha dato inizio a quella che non poteva immaginare sarebbe stata una luminosa carriera nel mondo della danza. In scena anche i più qualificati professionisti dei teatri stabili italiani.
In memoria di Roberto Fascilla (tra le più importanti personalità della storia della danza italiana scomparso a gennaio di quest’anno) l’evento istituisce la prima edizione del Premio intitolato al “signore della danza italiana”. Confermata al timone della serata il volto tv Veronica Maya. Oltre 200 i giovani provenienti da tutte le scuole di danza ed accademie dell’intera Regione Campania.
I RESPONSABILI DEL PROGETTO COREOGRAFICO Un pool di professionisti è stato chiamato a raccontare con il proprio disegno corografico questa nuova edizione di Tuttinscena: Rogelio Alcides Bravo, professionista di Tango Argentino proveniente della città di Rosario, Argentina; Fabrizio Varriale, coreografo napoletano che ha danzato al fianco di coreografi internazionali del calibro di Carolyn Carlson e Teri Jeanette Weikel; Andrea Veneri, insegnante, coreografo e ballerino di Hip Hop; Aniello Schiano di Cola, prolifico ed eclettico coreografo e ballerino; Salvatore Sica, promettente stella dell’ hip Hop e Martina Picardi, vincitrice del Premio speciale giovani autori migliore produzione indipendente all’edizione 2017 del Festival Internazionale di Video Danza Coreografo elettronico. Nell’elenco anche Francesco Paolo Manna, percussionista dell’Accademia Giuseppe Verdi di Napoli che si esibirà live facendo combaciare il suono dei suoi strumenti con i passi dei talenti.
Nella squadra due maestri d’eccezione: Mario Piazza, insignito, un anno fa dell’importante riconoscimento di Cavaliere della Repubblica Italiana per i meriti del suo lavoro con cui ha diffuso la cultura italiana all’estero. Il maestro Piazza, docente di Composizione all’Accademia Nazionale di Danza di Roma dal 2015, ha coreografato per il Mahattan Music and Art di New York, il Teatro dell’Opera di Varsavia, per l’Opera House di Sofia, per il Macerata Opera, per il Teatro di San Carlo di Napoli, il Teatro del Maggio di Firenze, lo Schlosser Theater di Vienna. È stato coreografo in residenza presso il Ballets de France per quattro anni, per il Teatro dell’Opera di Roma, i Teatri d’Europa, ed ha lavorato a Dubai, in Canada, negli USA, in Germania e in Sud America. La stima dell’ambiente coreico italiano nei suoi confronti è enorme.
Prima volta in cattedra anche per Luc Bouy, danzatore e coreografo belga dalla carriera internazionale. Ha iniziato allo Scapino Ballet di Amsterdam. È passato poi come solista, nelle file del Ballet du Xxème Siècle di Maurice Béjart (1971-1976) per poi trovare nel Cullberg Ballet di Stoccolma la compagnia che più a lungo ha valorizzato le sue doti interpretative e potenziato il suo talento coreografico. Dal 2000 al 2007 vicedirettore di Carla Fracci al teatro dell’Opera, ha creato diverse coreografie per lei con la regia di Beppe Menegatti, come Filumena Marturano, Antonio e Cleopatra, Gerusalemme, Re Lear. Sue le coreografie anche per la produzione di Aida, firmata Franco Zeffirelli, andata in scene nei più grandi teatri nazionali ed internazionali.
Anche la XIX edizione dell’evento sarà interamente dedicata ad Apollonia D’Arienzo, in arte Lola, un tempo ballerina e insegnante di danza, da 19 anni costretta a letto dalla SLA, sclerosi laterale amiotrofica.



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