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RiforestiAmo il Gigante, oltre mille alberi “rivivono” sul Vesuvio

A cura di Claudia Clemente
Dopo gli incendi devastanti, volontari e scuole in campo per il recupero Dalla morte alla vita. Dalle pinete in cenere alla piantumazioni di nuovi alberi. Oltre mille al momento, ma unambizioso progetto di volontari impegnati nella tutela del verde annuncia che ne saranno ottomila. Così, dopo gli incendi devastanti dell’estate del 2017 torna a rivivere il Vesuvio, il vulcano più famoso al mondo per la fitta conurbazione sottostante e la macchia mediterranea adagiata sui suoi fianchi con vista il Golfo di Napoli. Da quel 7 luglio di quattro anni fa, le prime lingue di fuoco di matrice dolosa decretarono la lenta agonia per il ‘Gigante’ che oggi volta pagina e guarda alla rinascita. Quell’agonia si protrasse per settimane nelle quali il fuoco incenerì l’ ‘odorata’ ginestra cantata dal Leopardi fiorita nelle rocce e non risparmiò le pendici fino a minacciare i filari di viti da cui si ricava il Lacryma Christi, le albicocche vesuviane e i campi del pomodorino del piennolo dop, oro rosso apprezzato nel mondo. Immagini da brivido che fecero il giro del mondo e suscitarono l’indignazione di turisti, produttori agricoli e ristoratori in ginocchio per i danni ingenti all’economia e all’indotto turistico. A valle, dalla località La Siesta dove ci si lascia alle spalle la città per salire su nell’area protetta tra la vegetazione tipica della macchia mediterranea, l’accesso veniva consentito solo ai mezzi dei Vigili del Fuoco che senza sosta intervenivano per spegnere focolai, aiutati dai getti potenti dei Canadair dall’alto. Il Vesuvio ferito a morte. Ma quel panorama sfregiato lasciò spazio alla riflessione: non era più possibile rimanere inerti. Occorreva rimboccarsi le maniche e ripartire. Ed è quello che hanno pensato volontari dell’associazionismo impegnato per la tutela dell’ambiente. Ultimato lo spegnimento, tante le iniziative per ripristinare i luoghi devastati dal fuoco, le cicatrici indelebili nel suolo. Da quelle ceneri il mondo dell’associazionismo che annovera professionisti ed esperti di tematiche ambientali e sanitarie si è preso per mano e ha iniziato a mettere a punto un progetto: ‘RiforestiAmo il Gigante’, patrocinato dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, Comune di Torre del Greco, Comune di Trecase, Ordine dei dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Napoli. Ideato e promosso dall’associazione Primaurora, il progetto coinvolge sessanta associazioni e dieci scuole e ha già visto, in questi anni, la piantumazione di oltre mille alberi di specie autoctona quali lecci, frassino, sughere, corbezzoli secondo quanto previsto dalle autorizzazioni ottenute dagli enti competenti. E domenica 24 ottobre trenta alberi donati dal Rotaract di Torre del Greco – Comuni Vesuviani e dall’Università Verde sono stati messi a dimora dai volontari nei boschi del Vesuvio. ‘’Nei prossimi mesi, man mano che i progetti di rinaturalizzazione, redatti in modo volontario dallo staff tecnico della nostra associazione, riceveranno le dovute autorizzazioni, proseguiremo con la messa a dimora di altre migliaia di alberelli’’ ha detto Silvano Somma, dottore agronomo e presidente dell’associazione Primaurora ‘’Nonostante tutto il lavoro già svolto nella creazione di nuovi giovani boschi, in supporto del naturale sviluppo post incendio, non possiamo non ammettere che siamo solo all’inizio di un magnifico percorso di cui possiamo indicare il principio ma di certo non la fine grazie all’amore che tante persone, in modo del tutto volontario e spontaneo, senza alcuno scopo personale, stanno riversando in questo progetto per la rinascita non solo della Natura ma anche del legame tra quest’ ultima ed i cittadini che devono esserne primi custodi’’.
Attività operative ma anche ‘lezioni’ sul campo ai più piccoli. Tra gli scopi principali c’è quello di riavvicinare la popolazione all’amore per la natura e per la propria terra. Ed è così che da qualche giorno è stato attivato il ‘Laboratorio Verde’: è stato realizzato l’orto autunnale con i più piccoli e con l’aiuto di giovani volontarie che hanno zappato, piantato ed innaffiato le piantine appartenenti alle diverse tipologie di ortaggi tipici dell’area vesuviana. ‘’Prossimi step cura dell’orto e sistemazione del giardino’’ ha annunciato Silvano Somma ‘’Ultimo step? Un magnifico pranzo o cena con tutti i prodotti ottenuti con tanta fatica e sudore anche per ricordare quanto la Terra e la Natura siano generose e quanto lavoro e impegno ci sia dietro il cibo, bene prezioso che troppo spesso diamo per scontato e trattiamo alla pari di una merce qualunque o addirittura, cosa ancora peggiore, gettiamo via come rifiuto’’. Un monito a non sprecare, a preservare ciò che vi è di più prezioso: la natura, la vita.




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