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Via Armando Diaz a Cesa (Ce), Giacomo Di Martino scrive al sindaco: “Noi cittadini dimenticati”

 Una realtà immersa nel vuoto. Giacomo Di Martino continua la sua battaglia per migliorare la condizione di vita dei cittadini di Armando Diaz, nel comune di Cesa, e scrive, ancora una volta, al primo cittadino Enzo Guida. Una frazione di territorio su cui insistono le costruzioni che compongono il noto complesso residenziale che prende il nome di “Parco Giorgia” e che è costantemente immerso nel buio, oltre che privo di qualsiasi servizio.

“Egregio Sig. Sindaco – scrive Di Martino -, sono sempre io, quel cittadino che le scrisse esattamente un anno fa, senza ottenere alcuna risposta da parte sua eccetto che qualche malevolo commento di consiglieri che non sto qui a citare componenti della sua parte politica.

Sono sempre io, quel cittadino qualunque che ama la sua città come pochi, che ne ama persino il profumo della vegetazione. Un odore che non è sempre dei migliori, se si pensa a ciò che deriva da tombini mai puliti. Abito in periferia, in una di quei contesti abbandonati e degradati. Mai un vigile, mai manutenzione delle strade, mai disinfestazione e derattizzazione, mai bonifica e pulizia dei tombini. Un mondo a parte dove non esistono marciapiedi e non vi è pubblica illuminazione. 

Sono bastati appena 20 minuti di pioggia intensa per far sì che le strade diventassero tanti piccoli laghi, percorribili solo con canotti o barche. Noi della zona non ci rassegniamo a questo lassismo; continueremo a vigilare e protestare. Saremo resistenti. Si ricorda Sig. Sindaco quando, in periodo elettorale, venne in processione per “ispezionare” lo stato della zona? Si ricorda la promessa fatta durante un comizio elettorale, quando disse che la periferia di Cesa non era solo il “Parco Giorgia”? Lei promise, esattamente tre anni fa, di dare alla città e ai cittadini il ruolo che meritavano. Che fine hanno fatto le promesse? Dove sta l’impegno preso in campagna

elettorale? Noi cittadini di periferia attendiamo ancora. Sono certo. caro Sig. Sindaco, che all’epoca era in perfetta buona fede, ma, ora, alla luce di quanto sta succedendo, le chiedo uno scatto d’orgoglio e coraggio. Lei è il Sindaco della città e non può non ascoltare la voce dei suoi cittadini. La saluto cordialmente – conclude Di Martino -, augurandole veramente buon lavoro nell’interesse della Città”.




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