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Dal Salario Minimo Garantito: Alla Sospensione “Senza Salario”

Il Percorso del Governo con la complicità dei Sindacati Confederali e della Confindustria dalSalario Minimo Garantito alla Sospensione Senza Salario.
IL Green Pass piu’ che un certificato verde speranza si sta trasformando in un certificato senza speranza per tutti quei lavoratori e lavoratrici che hanno deciso liberamente in quanto consentito dalle norme in vigore di scegliere di non vaccinarsi in quanto e’ bene ricordarlo l’ obbligo vaccinale nel nostro Paese non esiste e allora arriva come una mannaia l’ azione di stampo fascista della Casta dei politicanti di nuova generazione e dei loro sindacati confederali affini che prima fanno la finta di combattere l’ obbligo del Green Pass per accedere alle mense aziendali e poi condividono supinamente l’ assenza ingiustificata senza retribuzione per chi ha deciso di non vaccinarsi passando senza colpo ferire dalla proposta del Salario Minimo Garantito alla Sospensione dal Lavoro Senza Salario .
Mai vista una scelta piu’ scellerata , contro la nostra Costituzione, contro la Democrazia, contro le Leggi Vigenti Nazionali e Comunitarie , contro i Contratti di Lavoro, contro la Dignità e Libertà dell’uomo.
La nostra Costituzione che affonda le sue radici nel DIRITTO AL LAVORO quale perno ed essenza della vita stessa messo in discussione dalle scelte di una classe politica inadeguata e schiava dei poteri forti.
Contraddizioni della norma emanata potremmo citarne all’ infinito, dai tratti incisivi di incostituzionalità , alla contraddizione con norme di legge in vigore nazionali e comunitarie ma quello che piu’ ci infastidisce è l’ approccio aziendale , che si limita ad obbedire senza provare a comprendere le difficoltà dei lavoratori coinvolti che dalla meta’ del mese di ottobre saranno in grosse difficoltà, tenendo presente il costo dei tamponi e dell’impossibilità di eseguirli in tempi congrui per poter lavorare.
Quello che chiediamo e’ solo ed esclusivamente NORMALITA’ perché pur comprendendo il momento difficile che stiamo attraversando a causa della pandemia , riteniamo che lasciare senza stipendio migliaia di famiglie sia pura follia.
Con responsabilità rivendichiamo di rivedere questa pazzia richiamando il nostro paese al rispetto della nostra Costituzione.
Se cosi non fosse combatteremo per garantire libertà di scelta , non riusciranno a far litigare i lavoratori tra loro , anzi riusciremo a tenere insieme le diverse sensibilità nel rispetto delle legittime posizioni , d’ altronde e’ bene ricordarlo ,e’ la grande e straordinaria forza chiamata DEMOCRAZIA.

UN FRONTE COMUNE
La scelleratezza delle recenti norme emanate con la scusante del “contenimento della diffusione del virus” sta creando una spaccatura sociale che difficilmente potrà essere sanata; è a coloro che ancora non sono stati accecati dall’individualismo che ci rivolgiamo, siano essi datori di lavoro, lavoratori o organizzazioni sindacali: UN FRONTE COMUNE forte e compatto fra le parti deve essere instaurato per relegare queste norme, che niente hanno a che vedere con la tutela della salute delle persone, nell’ambito dell’inapplicabilità di fatto. Nessuno ne uscirà indenne se si permetterà a queste norme di andare a regolare il già delicato andamento lavorativo delle aziende, la vita sia lavorativa che privata delle persone e la pace sociale. Possono i lavoratori vivere senza un reddito certo, dignitoso, sicuro? Possono i datori di lavoro privarsi, in maniera repentina e senza garanzie, dei propri collaboratori che fanno parte di un sistema produttivo, da un giorno all’altro? A queste domande nessuno di noi non vorrà mai dover rispondere. I datori di lavoro ed i lavoratori tutti devono comprendere che queste norme hanno il solo fine di disgregare la capacità produttiva delle aziende, soprattutto quelle più piccole e che il costo sarà a carico soprattutto delle aziende in primis in quanto chiamate a garantire con norme consolidate, la sicurezza sul luogo di lavoro e contemporaneamente a privarsi, con queste provvisorie norme al limite della legalità o forse oltre, dei propri collaboratori che è bene ricordarlo, non hanno infranto nessuna legge, ed inoltre si ritroveranno a dover gestire le infinite e onerose controversie anche legali che inevitabilmente verranno a crearsi e che porteranno a strascichi per gli anni a seguire. Non credano i datori di lavoro di poterne uscire indenni o addirittura di poter approfittare di questa situazione creata ad hoc; ne usciranno sconfitti se non sapranno tenersi stretto il proprio capitale umano che spesso è stato costruito con decenni di sacrifici, formazione ed esborso di capitali, lo scopo non è cautelativo bensì disgregativo. Solo un FRONTE COMUNE fra aziende, lavoratori e organizzazioni sindacali può far sì che la situazione, già critica, non diventi drammatica; la nostra organizzazione si è già attivata per fornire supporto e invita le aziende a non fare slanci in avanti cavalcando l’onda del populismo dilagante, dei quali potrebbero pentirsi anche a fronte della provvisorietà e del vuoto giurisprudenziale di tali provvedimenti; solo un confronto serio e pragmatico fra le parti può trovare una soluzione condivisa che tenga insieme ciò che la classe politica sta cercando di dividere. Allo stesso modo invitiamo i lavoratori a non farsi scoraggiare e a non cedere ai ricatti.La portata di tali decisioni non riguarderà solamente una sparuta minoranza di persone, ma al contrario andrà ad impattare se applicata, direttamente od indirettamente, sui lavoratori tutti ed anche sulle loro aziende; è matematicamente impensabile e giurisdizionalmente impossibile che vengano effettuati controlli, anche solo su di una minima parte della popolazione. La nostra esperienza sindacale , di confronto con le aziende e con i lavoratori ci ha insegnato che, qualora vi sia un confronto serio e costruttivo fra le parti, una soluzione condivisa e sensata si è sempre trovata. Non possiamo permettere che anche solo un lavoratore o un’azienda restino ostaggio di queste norme emanate in un momento di distrazione collettiva dove di fatto è stata messa da parte la democrazia. E’ bene che una formulazione così antidemocratica di norme che dovrebbero invece regolarne il corretto esercizio siano lasciate finire nel dimenticatoio, e che chi si marchierà con il simbolo del disprezzo sociale e dell’emarginazione venga perseguito nelle sedi competenti per gli anni a seguire. Italia, 06 ottobre 202

Segreteria Generale /Regionale FLAI Trasporti e Servizi
GENNARO GUIDA

 

 

 

 

 

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