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Casalesi, Giuseppe Setola: “Ho sognato papa Wojtila che mi ha detto pentiti”

“Ho sognato papa Wojtila che mi ha detto pentiti e io mi sono pentito”. Cosi’ Giuseppe Setola ha risposto al pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia Alessandro Milita mentre risponde alle domande in merito alle dinamiche dell’omicidio di Domenico Noviello. Setola sta raccontando la sua verità, chiamando in correità gli altri imputati. Affollata l’aula 30 della Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere. Setola sotto gli occhi increduli degli imputati presenti in aula, Metello di Bona, Massimo Napolano e Francesco Cirillo, si rivolge a loro definendoli “ex amici”. Tre giorni dopo l’annuncio pubblico di volere collaborare con la giustizia, il capo dell’ala stragista del clan dei Casalesi, Giuseppe Setola, e’ stato ascoltato dagli inquirenti della Procura Antimafia di Napoli. Poco prima dell’inizio dell’udienza del processo sull’ omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello, in corso nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere, infatti, il pm della DDA Alessandro Milita ha presentato il verbale di un interrogatorio a cui Setola e’ stato sottoposto lo scorso sabato, tre giorni dopo l’annuncio in aula di mercoledi’, di volersi pentire. L’udienza infatti e’ iniziata con la deposizione del verbale, in parte omissato, da parte del pm Alessandro Milita. Setola nella scorsa udienza, durante una dichiarazione spontanea, aveva annunciato di voler collaborare con la giustizia chiedendo al pm, Alessandro Milita, di “mettere in salvo la sua famiglia”, autoaccusandosi di aver commesso 46 omicidi e di essere il mandante dell’omicidio di Noviello, chiamando in correita’ tutti gli altri imputati. Dichiarazione che aveva portato a una battuta d’arresto al processo, che attendeva le arringhe difensive e la sentenza. Milita, dopo le parole del superkiller, aveva chiesto e ottenuto un nuovo esame di Setola, programmato nell’udienza di oggi.




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